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Avv. Federico Pau


Chi rappresenti?

Sono un avvocato tributarista (fiscalista). Rappresento e difendo imprese e contribuenti che hanno ricevuto lettere o atti dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio, inviti, questionari, avvisi di accertamento, atti di contestazione) o controlli in azienda da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.
Le rappresento nella fase di verifica e, più di ogni altra cosa, ne difendo i diritti all’interno del processo tributario, che si svolge davanti alle Commissioni Tributarie.

Cosa ti ha portato a questa professione?

Nel corso degli studi universitari ebbi un’idea imprenditoriale, un piccolo sogno probabilmente prematuro. Un’idea che nessun altro aveva realizzato sino ad allora. Raccolto quindi un gruppo di amici provai a trasformare quell’idea in realtà. Ogni aspetto era definito ed eravamo pronti a partire e fare "impresa". Eppure un limite ci si è frapposto: che inquadramento fiscale dare a questa iniziativa? Dall’Agenzia delle Entrate, dato che si trattava di qualcosa di completamente "nuovo" (riguardante le tecnologie digitali al tempo ben poco conosciute né tantomeno regolamentate), mi fu prospettato un "inquadramento" fiscale e contributivo così "costoso" da farci mettere da parte quel sogno.
D'altronde avevo chiesto direttamente agli uffici dell'Agenzia delle Entrate che non aveva esitato nell'indicarmi la "soluzione" / qualificazione fiscale e contributiva più costosa in assoluto. Qualificazione che, peraltro, solo a distanza di anni, ho scoperto essere errata.
Mi fu evidente quanto importante fosse considerare l'impatto fiscale e tributario per realizzare qualsiasi progetto e quanto fosse difficile fare impresa con questi livelli di tassazione.

E fu così che nacque la mia passione per il diritto tributario che sposò ben presto la mia passione per i processi e l'arte dell'argomentazione processuale. Quello fu il momento in cui iniziarono due percorsi: quello "ordinario" fatto della conclusione con 110 e lode degli studi, la frequentazione di master riguardanti il diritto tributario ed esperienze presso studi prestigiosi; ma anche un percorso parallelo, che ho "creato" da autodidatta, e che neanche a distanza di dodici anni ho mai visto perseguito da altri avvocati in Italia, e solo da poche centinaia su scala mondiale, il percorso formativo che passa attraverso lo studio dei migliori avvocati al mondo, delle loro tecniche, dei loro stili, quasi come fa uno sportivo che, per arrivare alla massima eccellenza, si prefigge di studiare lo stile dei migliori sportivi al mondo (nella sua disciplina), e solo così, imparando dalle realizzazioni, scoperte e dagli errori di chi l'ha preceduto, può aspirare ad oltrepassarne le gesta.
Da quel momento hanno incominciato ad arrivare le vittorie processuali e l'emozione che si prova nel combattere un processo in cui si crede e così ottenere un risultato in grado di fare la differenza per la vita di un cliente, magari accusato - senza prova - di evasioni di centinaia di migliaia di euro e che, se non avessimo vinto, avrebbe perso tutto.

 

Qual è la tua motivazione?

Onestamente, non nego di essere di parte. Sono dalla parte dei contribuenti, simpatizzo per loro, sarò sempre dalla parte di chi, in un sistema come il nostro, ha fatto grandi sacrifici per creare un'impresa o un'attività autonoma / professionale in proprio.

Diversamente ho difficoltà a provare simpatia per l'Agenzia delle Entrate. Non posso provare simpatia per quest’ultima perché ho visto troppe volte l’Agenzia delle Entrate richiedere pagamenti spropositati, in grado di mandare in rovina un’impresa (e se non fossimo intervenuti sarebbe accaduto), senza averne diritto (e questo non lo “dico” io, ma lo “dimostrano” le sentenze ottenute, in esito al processo, alcune di queste sono citate qui).

Penso che i poteri concessi all’Agenzia delle Entrate siano eccessivi, penso che le sanzioni che sono soliti irrogare siano spropositate, penso che vi sia la tendenza a “vedere” evasioni in casi in cui è tutt’altro che scontato che vi sia stata una evasione, penso vi sia la tendenza a puntare il dito con accuse di evasione senza prima acquisire prove sufficienti a sostegno di simili accuse, e soprattutto, penso che nell’opera di “quantificazione” sul “quanto” sarebbe stato evaso, specialmente quando si usano metodi presuntivi (con quantificazioni ipotetiche tutt’altro che certe), vi sia la tendenza a "presumere" un’evasione molto superiore a quella verosimile.

 

Cosa fai quando non fai l’avvocato?

Prendendo in prestito una frase nota, che personalmente ho sentito da Antony Robbins ma non sono certo che sia sua, esistono “lavori”, esistono “carriere” ed esistono “vocazioni”.

La mia è una vocazione. Non “faccio” l’avvocato tributarista, lo “sono” e non smetto mai di esserlo.

Se intendi cosa faccio fuori studio, in generale, la mia vita è ormai dedicata in larga parte allo “sviluppo personale”, mi piace migliorarmi ogni singolo giorno ed evolvere.

Mi piace migliorarmi nello sport, nelle capacità comunicative ed argomentative, nella conoscenza del diritto tributario, come professionista; mi piace muovere l'asticella un pochino più in alto ogni singolo giorno ed essere migliore rispetto al giorno precedente.
Per far tutto questo semplicemente cerco, da un lato, di circondarmi di persone stimolanti e, dall'altro lato, di leggere tantissimo, divorando libri o audiolibri su base quotidiana, superando i 200 libri (non fiction) all'anno grazie alla recente possibilità di ascoltare i libri piuttosto che leggerli.
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Lavoro incessantemente su me stesso, e sono per così dire "ottimizzato" sotto ogni aspetto. La mia routine giornaliera è composta di un regime alimentare (e sportivo) funzionale ad avere sempre la massima lucidità mentale ed energia fisica, simile a quello dei grandi attuali innovatori come Elon Musk o Jeff Bezos per intenderci, con un pò più di attenzione per lo sport però. Tengo allenata la mia mente come detto con i libri ma anche leggendo un significativo numero di sentenze ogni singolo giorno (se c'è un avvocato che da qualche parte di Italia ha vinto un dato processo con un argomento o motivo innovativo lo devo sapere perchè quello può essere un motivo che domani riuscirò a sfruttare in un mio caso). Infine, la parte "creativa" del mio tempo è dedicata all'elaborazione di strategie processuali in riferimento ai processi che seguiamo.

Penso di aver letto tutti i principali libri sull’argomentazione processuale al mondo, ed appena ne esce uno nuovo probabilmente, ad una settimana dal lancio, l'ho già letto.

Se c’è un modo per migliorarmi ed avere un margine di vantaggio, lo trovo, lo studio e lo rendo parte di me e lo condivido tra il nostro team ed i nostri collaboratori (che selezioniamo con cura cercando di trovare "perle" allo stato grezzo che abbiano le caratteristiche adatte per essere trasformati, con il loro impegno e la nostra guida, in avvocati realmente imbattibili).

Sono uno studioso di argomentazione processuale, persuasione e comunicazione.

All’interno di questo stesso sito ho parlato in diverse occasioni di diversi libri sull’argomento, cercando di racchiudere in una o due pagine gli insegnamenti estrapolabili da centinaia di pagine lette. Ecco alcuni link (ma cercando in questo sito se ne trovano molti di più): - “Come i migliori avvocati pensano, argomentano e vincono”, - “Pitch anything. La presentazione perfetta. Il metodo innovativo per comunicare, convincere e farsi dire sempre di si” - “L'arte di avere sempre l'ultima parola”.

Ancora, scrivo articoli riguardanti questo tema ed ho intervistato numerosi esperti di comunicazione, retorica e persuasione, da chi la insegna nelle aule universitarie, a chi si prefigge di insegnarla a politici, imprenditori e top managers, e chi ne ha scritto best sellers, per comprenderne stili e tecniche, e così migliorare ulteriormente. Anche in questo caso riporto alcuni link ma è possibile trovare molte più interviste scorrendo per il sito: link 1, link 2, link 3

Come detto, questa è una vocazione non un lavoro, quindi il tempo personale e quello lavorativo si confondono facilmente, e non mi pesa per nulla onestamente.

E per questo devo dire grazie anche a tutto il team che compone il nostro studio, ci miglioriamo, siamo leali, siamo positivi, ci motiviamo a vicenda, e tutto questo è da ultimo estremamente soddisfacente ed è fondamentale nel trascorrere piacevolmente le giornate.

 

Se non avessi fatto l’avvocato cosa avresti fatto?

Non immaginerei veramente nessun altro lavoro che mi “vesta” meglio di questo. Che mi potrebbe piacere allo stesso modo.

Però, con un carattere come il mio, forse avrei potuto fare l’atleta professionista di sport individuali. Reagisco ottimamente alle sfide. Le ricerco in continuazione a dir la verità. Non credo in parole come “impossibile”. Sono tendenzialmente molto combattivo e... non ho intenzione di arrendermi di fronte a nulla, mai. La mia natura mi spinge in continuazione a cercare di oltrepassare i miei limiti, e "progredire".

Quindi, si, direi atleta professionista. Poi non è detto che ci sarei riuscito… Ma si parte sempre da un sogno.



“La sensazione che si prova nel combattere una battaglia per difendere una persona, un principio, un valore, sarà sempre una delle mie preferite”  -  Avv. Federico Pau



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