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Vendere su Amazon. Possibili controlli e sanzioni dell’Agenzia delle Entrate. 3 cose da sapere

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Vendere su Amazon. Possibili controlli e sanzioni dell’Agenzia delle Entrate. 3 cose da sapere

Vendere su Amazon ha molti vantaggi e può essere davvero conveniente per tanti motivi: ad esempio puoi vendere in tutto il mondo, aumentando così i tuoi margini di guadagno.

È bene, però, seguire alcune norme per essere in regola con il Fisco: eventuali verifiche fiscali e sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate non sono improbabili in caso di errori.

3 (tra tante altre) cose da conoscere sulle vendite su Amazon e sui possibili controlli e sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate:

1) Vendite su Amazon e controlli del Fisco.

Per vendere su Amazon devi registrarti e quindi creare un account (è gratis).

Devi decidere se vendere come:

- Privato senza partita Iva (entro certi limiti);

- Azienda con partita Iva.

Per poter vendere su Amazon devi acquistare un abbonamento che ha un costo differente nel caso in cui tu sia un privato (pagherai una percentuale pari a 0,99 cent su ogni prodotto venduto) o un'azienda con partita Iva (pagherai un abbonamento mensile da 39,00 euro).

Considera poi che oltre all'abbonamento, devi pagare le commissioni sulle vendite.

Le commissioni da pagare applicate da Amazon sono di due tipi:

- Commissioni sulla segnalazione: applicate su tutti i prodotti ma la percentuale varia in base ai prodotto venduto.

- Commissioni di chiusura: applicate esclusivamente su alcune categorie di prodotti (quali libri, DVD, video, musica e altri). Quindi, se vendi questi prodotti dovrai pagare sia le commissioni sulla segnalazione che quelle di chiusura.

Poiché i pagamenti avvengono per via elettronica tutte le transazioni sono tracciate e pertanto la compravendita può essere provata sia con riguardo all'importo, sia con riguardo al tempo.

L'Agenzia delle Entrate può, dunque, ricostruire dettagliatamente tutti gli importi accreditati al contribuente.

Accanto ai controlli su conti correnti e carte ricaricabili, le operazioni on line sono tracciabili e utilizzabili dal Fisco grazie ai dati comunicati da Amazon direttamente all'Amministrazione Finanziaria.

Infatti, tieni conto che Amazon comunica periodicamente al Fisco tutti i movimenti per ogni singolo utente che sono direttamente consultabili dalle autorità fiscali attraverso una specifica banca dati.

Bisogna distinguere tra venditori professionali e venditori occasionali.

I primi sono tenuti a registrare la propria contabilità e dichiarare i redditi al Fisco, mentre per i secondi il regime è diverso.

Questo però non esclude controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate: se un venditore occasionale non riuscisse a dimostrare la provenienza del denaro sul proprio conto corrente.

2) Si può vendere su Amazon senza partita Iva? Attenzione ai controlli incrociati.

Se sei un venditore occasionale, non professionale (ad esempio vuoi vendere un PC usato) puoi vendere su Amazon anche senza partita Iva.

Sei obbligato ad aprire partita Iva solo se effettui attività professionale.

Tieni conto che l'art. 55 del Tuir (DPR 917/86) inquadra come impresa commerciale l'esercizio di attività abituale.

Quindi, se vendi occasionalmente non sei obbligato ad aprire partita IVA.

Quand'è che l'attività è considerata “occasionale”?

È lo stesso Amazon a stabilirlo in automatico.

Amazon ti considera automaticamente venditore professionale se vendi più di 40 articoli al mese e se i tuoi ricavi annui lordi superano i 5.000 euro annui.

Se sei un venditore occasionale, non professionale (ad esempio vuoi vendere un PC usato) puoi vendere su Amazon anche senza partita Iva.

Sei obbligato ad aprire partita Iva solo se effettui attività professionale.

Tieni conto che l'art. 55 del Tuir (DPR 917/86) inquadra come impresa commerciale l'esercizio di attività abituale.

Quindi, se vendi occasionalmente non sei obbligato ad aprire partita IVA.

POSSIBILI CONTESTAZIONI:

Quante probabilità ci sono che un venditore occasionale venga sottoposto ad accertamento fiscale?

Non poche.

Tieni a mente che i controlli incrociati fra le varie banche dati dei conti correnti con le dichiarazioni dei redditi rappresentano per l'Amministrazione Finanziaria attività ordinaria, quindi, trovarsi coinvolti in un accertamento fiscale non può considerarsi affatto improbabile.

3) Venditore con partita IVA.

Se vendi su Amazon in maniera continuativa e abituale, allora devi aprire partita Iva.

Se i tuoi ricavi non superano una certa soglia sarà consigliabile aprire in regime forfettario: in questo modo pagherai solo il 15% delle tasse (calcolate non sull'intero fatturato, ma solo sul 40%).

Se guadagni oltre una soglia limite stabilita dalla legge (65.000 nel 2019, 100.000 dal 2020) sei obbligato ad adottare il regime ordinario e dovrai pagare:

-IRPEF;

-IRAP;

-IVA.

Con il regime forfettario, invece, non pagherai nessuna di queste tasse, ma solo l'imposta sostitutiva del 15% e solo sul 40% dei ricavi totali.

I contributi INPS

Bisogna poi considerare i contributi INPS obbligatori.

Se apri un'attività e-commerce devi iscriverti ala Gestione commercianti.

Se i tuoi guadagni non superano i 15.000 euro dovrai pagare solo il 24% di contributi INPS.

Mentre, se i tuoi ricavi sono oltre la soglia dei 15.000 il costo da pagare è fisso ed è pari a 3.500 euro annui.

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Queste sono solo alcune cose da sapere in materia di controlli e possibili sanzioni derivanti dalla vendita su Amazon. Tuttavia, le cose da sapere sonioe molte di più e poichè richiedono un esame ben più approfondito, e l’analisi di copiosa giurisprudenza, non possono essere esaminate ora. Però puoi visionare le tante sentenze pubblicate in questo sito per farti un’idea da solo.

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