Avv. Francesco Luigi De Luca


Chi rappresenti?

Rappresento persone e le loro imprese. Le assisto e, in particolare, le aiuto a risolvere i conflitti con l’Agenzia delle Entrate.

Cosa ti ha portato a questa professione?

L’ambiente familiare e le mie propensioni personali, direi. Mio padre, infatti, era avvocato, con una visione della vita e della professione molto pragmatica, di stampo anglosassone. Una visione che condivido e che si sposa con il mio carattere. Ed il diritto tributario presenta profili di concretezza con i quali, in un certo senso, mi trovo a mio agio.

Qual è la tua motivazione?

Mi piace risolvere i problemi ed aiutare le persone a risolvere i loro problemi. Non in senso oggettivo, altrimenti avrei fatto il giudice: piuttosto mi piace sposare la tesi di una persona e cercare di farla prevalere, contro tutti e nonostante tutto. E far questo in giudizio e così vincerlo rappresenta, per quanto mi riguarda, una delle massime emozioni e soddisfazioni che si possono ottenere dalla vita lavorativa.


Cosa fai quando non fai l’avvocato?

E’ difficile “non fare” l’avvocato. Non è un lavoro, ma un’attitudine personale che connota tutta la vita, per fortuna o purtroppo.
Mettiamola così, quando non penso alle pratiche (o forse, per non pensare alle pratiche), mi dedico a tutt'altro: cucinare, stare con i miei affetti e con pochi, cari, amici. Mi piace, quando riesco a farlo, anche giocare a tennis e a golf. E leggere, leggere, leggere. Non avrò mai il tempo di leggere tutti i libri che vorrei leggere.

Se non avessi fatto l’avvocato cosa avresti fatto?

Probabilmente il chirurgo, una professione che presenta caratteristiche in fin dei conti simili a quella dell’avvocato che si occupa di contenzioso. Entrambi interveniamo spesso in situazioni che incidono sulla vita ed il benessere personale ed entrambi ci dedichiamo, non solo per dovere professionale quanto piuttosto per propensione personale, a cercare di salvare le persone.
E per ottenere questo risultato, entrambi dobbiamo prepararci a fondo, con meticolosità e accuratezza, fare scelte spesso non facili, assumerci rischi e poi intervenire con incisività ed immediatezza, chi in sala operatoria, chi in udienza.
Chi lo sa, magari nella prossima vita….
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Fai il tuo lavoro, e poi fai un passo indietro. L’unica strada per la serenità



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