Modulo contatti o via whatsapp (sms) 3791893087 

La nomina del rappresentante fiscale può risultare anche dalla comunicazione ex art. 36 D.P.R. 633 del 1972. L’Agenzia rivendicava un vizio di forma per evitare di rimborsare quanto spettante. Tesi errata. Rimborso dovuto.

Scritto da
Vota l'articolo!
(0 voti)

Estratto: “questa Corte (Cass. civ., sez. V, 11 agosto 2017, n. 20035; Cass. civ. sez. V, 18 marzo 2015, n. 5400) ha più volte precisato che in materia d'Iva, per l'adempimento degli obblighi e l'esercizio dei diritti da parte dei soggetti non residenti e senza stabile organizzazione in Italia, la nomina del rappresentante fiscale, ai sensi dell'art. 17 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e dell'art. 1 del d.P.R. 10 novembre 1997, n. 441, oltre che nelle forme previste dall'art. 53 d.P.R. n. 633 del 1972, può risultare anche dalla comunicazione della variazione dati all'Ufficio fiscale ai sensi dell'art. 35 dello stesso d.P.R., atto equipollente”.

Torna alla Pagina Principale: http://www.studiotributariodlp.it 

***

Per richiedere una consulenza a seguito del ricevimento di un questionario, invito al contraddittorio, invito a comparire o avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, compila il modulo contatti che trovi nella pagina principale del nostro sito http://www.studiotributariodlp.it o nella pagina contatti.

Acquista ora il corso di 12 settimane di audio seminari sui più recenti (2019) orientamenti giurisprudenziali favorevoli ai contribuenti per predisporre al meglio e più velocemente il ricorso. Procedi all’acquisto e ricevi il primo seminario entro 48 ore e da lì, ogni settimana, per 12 settimane. Il tutto con un linguaggio semplice, diretto e pratico. Per aggiornarti, aggiornare chi lavora con te e prepararvi al meglio per il ricorso. Prodotto formativo acquistabile da un numero di persone limitato, per un periodo limitato. Maggiori informazioni disponibili scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (inserire “informazioni corsi” nell’oggetto della mail).

DLP Studio Tributario collabora, anche a distanza, con dottori commercialisti e studi legali per la gestione congiunta di contenziosi tributari ovvero consulenze strategiche su singole praticheOve anche il Vostro studio fosse interessato ad una collaborazione o ad un nostro parere su singoli contenziosi tributari, instaurati o da instaurare, può contattarci attraverso l'apposito modulo: http://www.studiotributariodlp.it/index.php/contatti 

Alcuni successi professionali di DLP Studio Tributario dell’ultimo biennio:

Sentenza n. 875/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 15.119,37 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 490/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 12.846,00 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 855/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 605.009,00 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 943/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 922.077,96 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 230/2017 della CTP di Vicenza, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.068.789,70 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 2452/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 397.925,54 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 3487/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 922.077,96 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 204/2017 della CTP di Pavia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.647.081,62 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare circa 50.000,00 Euro.

Sentenza n. 750/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 39.844,99 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 2094/2017 della CTR della Lombardia - Sez. dist. Brescia; l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 36.462,88 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 6201/2017 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 14.975,25 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 7082/2017 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 34.000,27 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 256/2018 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 282.589,47 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare circa 58.000,00 euro.

Sentenza n. 3002/2018 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 68.997,11 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 4565/2018 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.044.994,94 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 41/2018 della CTP di Pavia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 674.185,47 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 1329/2019 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 76.223,24 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 1333/2019 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 115.871,28 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenza n. 2060/2019 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 174.926,16 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 04.09.2018, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 15.001.06, in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 27.09.2018, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 13.187,54; in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 23.01.2019, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 14.632,05; in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

Sentenze in cui l'Agenzia delle Entrate è stata condannata a pagare al nostro cliente un risarcimento / rimborso.

Tribunale ordinario di Milano, sez. I Civile sentenza n. 2515/2017: condanna dell'Ade a pagare a favore del nostro cliente 1.071.107,08 euro a titolo di risarcimento danni ex art. 2043 c.c.

Sentenza n. 3723/2017 della CTR della Lombardia: condanna dell'Agenzia a pagare a favore del nostro cliente 236.515,94 euro.

Sentenza n. 415/2017 della CTR della Lombardia condanna dell'Agenzia a pagare a favore del nostro cliente 17.013,89 euro.

***

Corte di Cassazione, Sez. 5

Ordinanza n. 12464 del 10 maggio 2019

rilevato che:

la sentenza impugnata ha esposto, in punto di fatto, che: l'Agenzia delle entrate aveva emesso un provvedimento di diniego di rimborso Iva, relativo al primo trimestre 2007, con il quale aveva ritenuto che, essendo la contribuente un soggetto non residente, non risultava che la stessa avesse provveduto a nominare, con atto avente data certa, un proprio rappresentante fiscale, sicchè non poteva esercitare il diritto alla detrazione; avverso il suddetto provvedimento di diniego aveva proposto ricorso la contribuente; la Commissione tributaria provinciale di Ferrara aveva accolto il ricorso; avverso la suddette pronuncia aveva proposto appello l'Agenzia delle entrate; la Commissione tributaria regionale ha rigettato l'appello, in particolare ha ritenuto che: non era contestato che, per l'esercizio del diritto al rimborso e alla detrazione Iva da parte dei soggetti non residenti, la nomina del rappresentante fiscale, ai sensi dell'art. 17 del d.P.R. n. 633/1972, può avvenire anche in base ad una comunicazione all'ufficio ai sensi dell'art. 35 del medesimo decreto, con la dichiarazione di inizio attività; la contribuente si era avvalsa di tale facoltà; non aveva rilevanza la contestazione dell'Agenzia delle entrate circa la mancanza di una formale lettera di conferimento dell'incarico al rappresentante fiscale, posto che il suddetto incarico poteva dirsi conferito contestualmente alla richiesta di attribuzione della partita Iva, come previsto dall'art. 1, comma 4, del d.P.R. n. 441/1997; avverso la suddetta pronuncia ha proposto ricorso dinanzi a questa Corte l'Agenzia delle entrate affidato a due motivi di censura, cui ha resistito la contribuente con controricorso;

considerato che:

con il primo motivo di ricorso si censura la sentenza ai sensi dell'art. 360, comma primo, n. 3), cod. proc. civ., per violazione e falsa applicazione degli artt. 17 e 35 del d.P.R. n. 633/1972, nonché dell'art. 1 del d.P.R. n. 441/1997; in particolare, parte ricorrente rileva che le citate previsioni richiedono che la nomina del rappresentante fiscale avvenga con modalità idonee ad attestare l'anteriorità dell'incarico e con atti aventi data certa; nella fattispecie, la comunicazione era avvenuta con modalità telematiche senza allegazione di alcun documento e senza specificare, nella dichiarazione di inizio attività, i quadri G e H del modello telematico; in particolare quest'ultimo quadro era relativo alla comunicazione del rapporto di rappresentanza, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del d.P.R. n. 441/1997;

il motivo è infondato; questa Corte (Cass. civ., sez. V, 11 agosto 2017, n. 20035; Cass. civ. sez. V, 18 marzo 2015, n. 5400) ha più volte precisato che in materia d'Iva, per l'adempimento degli obblighi e l'esercizio dei diritti da parte dei soggetti non residenti e senza stabile organizzazione in Italia, la nomina del rappresentante fiscale, ai sensi dell'art. 17 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e dell'art. 1 del d.P.R. 10 novembre 1997, n. 441, oltre che nelle forme previste dall'art. 53 d.P.R. n. 633 del 1972, può risultare anche dalla comunicazione della variazione dati all'Ufficio fiscale ai sensi dell'art. 35 dello stesso d.P.R., atto equipollente a quelli indicati dal citato art. 53, ai fini della valida costituzione del rapporto di rappresentanza fiscale, in quanto risponde alla "ratio" normativa di rendere tempestivamente edotta l'amministrazione finanziaria delle prescritte informazioni sul soggetto contribuente; inoltre, questa Corte (Cass. civ., n. 11696 del 2007; Cass. civ. n. 5558 del 2005; Cass. civ, n. 11455 del 2001) si è già altresì pronunciata in merito alla rilevanza dei comportamenti concludenti dei contribuenti ai fini dell'applicazione di regimi speciali, comportamenti che non rendono necessario l'adempimento di specifiche formalità, nonché in ordine alla circostanza che il rappresentante fiscale non è tenuto a giustificare il mandato con atto pubblico o scrittura privata, derivando invece dall'art. 1, comma 4, del d.P.R. n. 441 del 1997, la legittimazione ad operare sulla base della mera comunicazione all'Ufficio fiscale relativa all'inizio del rapporto di rappresentanza fiscale; la pronuncia censurata, quindi, è in linea con l'orientamento giurisprudenziale sopra illustrato, avendo ritenuto che il conferimento dell'incarico al rappresentante fiscale poteva essere ricavabile dalla comunicazione all'ufficio, ai sensi dell'art. 35 del d.P.R. n. 633/1972;

con il secondo motivo si censura la sentenza ai sensi dell'art. 360, comma primo, n. 5), cod. proc. civ., per insufficiente motivazione su fatti controversi e decisivi per il giudizio, non consentendo di apprezzare, nel percorso motivazionale, come sia pervenuta a ritenere che, nella fattispecie, vi fosse una contestualità tra il conferimento dell'incarico al rappresentante fiscale e la richiesta di attribuzione della partita Iva; il motivo è inammissibile; lo stesso non tiene conto della ratio decidendi della pronuncia censurata, fondata sulla circostanza che, secondo la previsione di cui all'art. 17 del d.P.R. n. 633/1972, la nomina del rappresentante fiscale può avvenire anche sulla base della comunicazione all'ufficio di cui all'art. 35 del medesimo decreto della dichiarazione di inizio attività; è, quindi, sulla base di tale considerazione, che trova il proprio fondamento sulla previsione normativa sopra indicata, che il giudice del gravame ha ritenuto di dovere fare conseguire la contestualità tra i due profili (conferimento dell'incarico al rappresentante fiscale e dichiarazione di inizio attività); è dunque chiaro il percorso motivazionale seguito dalla pronuncia in esame, rispetto al quale il presente motivo di censura si presente non aderente; ne consegue il rigetto del ricorso, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore della controricorrente;

P.Q.M.

La Corte: rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore della controricorrente, che si liquidano in complessive euro 3.500,00, oltre spese forfettarie nella misura del quindici per cento ed accessori. Deciso in Roma, nella camera di consiglio della quinta sezione

***

Torna alla Pagina Principale: http://www.studiotributariodlp.it 

DLP Studio Tributario collabora, anche a distanza, con dottori commercialisti e studi legali per la gestione congiunta di contenziosi tributari ovvero consulenze strategiche su singole praticheOve anche il Vostro studio fosse interessato ad una collaborazione o ad un nostro parere su singoli contenziosi tributari, instaurati o da instaurare, può contattarci attraverso l'apposito modulo: http://www.studiotributariodlp.it/index.php/contatti 

Inoltre, anche grazie alle innovazioni del processo tributario telematico DLP Studio Tributario - e gli avvocati Francesco L. De Luca e Federico Pau - rappresentano ed assistono in giudizio contribuenti ed aziende in tutti i fori processuali d’Italia, attraverso la proposizione di ricorsi tributari nonché appelli e ricorsi per cassazione avverso sentenze sfavorevoli. 

Abbiamo maturato una significativa expertise, tra l’altro, con particolare riguardo a contenziosi riguardanti: 

- Difesa dei contribuenti cui viene contestato l'utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti (anche nell’ambito di asserite “frodi carosello”), nonché difesa in caso di presunzione di distribuzione di utili extracontabili ai soci;

- Difesa in caso di contestazioni avanzate nei confronti di imprese operanti digitalmente.

Letto 7 volte
DLP