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Esterovestizione societaria. Come effettua i controlli l’Agenzia delle Entrate. 3 cose da sapere.

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Esterovestizione societaria. Come effettua i controlli l’Agenzia delle Entrate. 3 cose da sapere.

Hai già sentito parlare di Esterovestizione societaria?

In questa guida parleremo del fenomeno della Esterovestizione societaria, facendo luce sulle possibili contestazioni che potrebbe muovere l'Agenzia delle Entrate.

Andiamo con ordine.

L'esterovestizione societaria: cos'è?

Si tratta di un fenomeno di evasione fiscale a livello internazionale, consistente nella costituzione di società all'estero per lo svolgimento di attività che, sono sostanzialmente riferibili all'Italia tenuto conto di alcuni elementi  (quali ad esempio l'oggetto sociale o la sede della amministrazione).

Se stai pensando di spostare all'estero la base imponibile della tua società e i relativi profitti (e magari non vuoi farlo esclusivamente per beneficiare di una tassazione inferiore a quella italiana oppure della totale esenzione d'imposta) è fondamentale farsi assistere da subito da un professionista in quanto il confine tra consentito e illegale in questo campo è davvero molto sottile.

Ma, adesso, menzioniamo 3 (tra tante altre) cose che devi assolutamente conoscere sulla Esterovestizione societaria e su come effettua i controlli l'Agenzia delle Entrate:

1) I controlli del Fisco. La Programmazione.

Considera che l'Agenzia delle Entrate ha intensificato i suoi poteri di accertamento e pone in essere i controlli pianificando in modo strategico tali verifiche fiscali.

I controlli vengono svolti sulla base di specifici indici durante l'anno e qualora emergano risultanze a favore del Fisco, questo, provvederà ad attivare indagini e accertamenti ulteriori e più approfonditi.

Tieni conto che per dimostrare l'esterovestizione societaria, una volta acquisite ulteriori notizie e documentazioni in relazione allo specifico contribuente, il Fisco verificherà se i livelli di pericolosità fiscale corrispondono sul piano concreto alla fattispecie di evasione fiscale e quindi dovrà procedere a verificare la eventuale residenza fiscale in Italia o meno.

2) Lo scambio di informazioni tra Stati. La collaborazione internazionale.

Con il venir meno del segreto bancario a livello internazionale e la diffusione degli accordi internazionali sullo scambio “automatico” delle informazioni fiscali tra gli Stati, si assiste ad una sempre più intensa trasmissione al Fisco italiano di informazioni riguardanti i soggetti esteri che hanno collegamenti con l’Italia. Ed è non di rado proprio nei confronti di tali soggetti che l'Amministrazione Finanziaria compie gli accertamenti per verificare la presenza di elementi integranti l'esterovestizione.

Inoltre, per via del rapporto cooperativo esistente tra le Autorità Fiscali dei Paesi esteri e l'Amministrazione finanziaria italiana, quest'ultima ben può facilmente acquisire informazioni sulle società estere e accertare la sussistenza di indizi di esterovestizione societaria e dell'effettivo svolgimento della attività nello stato estero dichiarato.

3) La Verifica dell'Agenzia delle Entrate.

Come abbiamo visto, l’Amministrazione finanziaria è dotata di ampi poteri di verifica e controllo.

In particolare, entro i limiti stabiliti dalla legge, può svolgere ispezioni locali e documentali (non solo documenti contabili, ma anche extracontabili, digitali e altro tipo di documentazione utile) al fine di rintracciare di elementi sintomatici idonei a ricondurre la società estera al territorio italiano.

Proprio per questo, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza focalizzano l'attività investigativa finanche ai locali di società italiane che hanno collegamenti con società estere, al fine acquisire materiale che dimostri ipotesi di collegamento ovvero di controllo tra società estere e italiane.

Una volta acquisita e analizzata la documentazione, l'Amministrazione Finanziaria provvede a confrontarla e ad instaurare il contradditorio con il contribuente. Si tratta di una fase cruciale in quanto il Fisco procede ad “isolare” ogni elemento idoneo alla contestazione della esterovestizione societaria (ad esempio dimostrando che la società estera sia controllata oppure amministrata da soggetti residenti in Italia ovvero facendo leva sull'oggetto dell'attività o ancora su quello della sede effettiva della società).

In presenza di uno o più di questi elementi, l'Amministrazione Finanziaria potrà anche operare una presunzione di esterovestizione societaria ed il Fisco sarà autorizzato a recuperare le imposte non pagate in Italia e quindi, ad applicare le relative sanzioni.

Inoltre, se l'Amministrazione Finanziaria rileva altresì la commissione di reati fiscali, oltre alle imposte evase verrà contestato anche il reato e si attiverà il relativo procedimento penale.

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Quello della esterovestizione societaria è un tema molto attuale e complesso. Per questo noi ciò che ti consigliamo è di evitare improvvisazioni e rivolgerti ad un esperto, come un avvocato tributarista, poiché nel nuovo scenario nazionale e internazionale la creazione o la gestione di società estere necessita di un'attenta analisi circa i profili fiscali. La verifica della legittimità fiscale di una società estera può essere compiuta solo da un occhio esperto, in quanto coinvolge non solo la disciplina tributaria nazionale italiana ma anche quella sovranazionale/europea e quella internazionale.

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Queste sono solo alcune cose da sapere in materia di esterovestizione societaria e possibili controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, le cose da sapere sono molte di più e richiedono un esame ben più approfondito, e l’analisi di copiosa giurisprudenza, anche internazionale, e quindi non possono essere esaminate ora. Però puoi visionare le tante sentenze pubblicate in questo sito per farti un’idea da solo.

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