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3 MOTIVI PER CUI L'INTIMAZIONE DI PAGAMENTO CHE TI HANNO NOTIFICATO POTREBBE ESSERE NULLA Featured

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Hai ricevuto una raccomandata dall'Agenzia delle Entrate in cui ti viene sollecitato il pagamento entro 5 giorni di alcune somme che ti sarebbero già state richieste con una precedente cartella di pagamento che però non hai mai ricevuto? Dal ruolo online dell'Agenzia delle Entrate sei poi venuto a conoscenza di avere un debito con il Fisco ma non hai mai ricevuto nessuna cartella di pagamento?

Pare proprio che tu abbia ricevuto un'intimazione di pagamento. Per saperne di più e correre ai ripari leggi questo articolo.

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Prima di esaminare nel concreto il testo del contributo, se è la tua prima volta qui, ecco

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 Ti difendiamo da cartelle, avvisi di accertamento o verifiche fiscali, e combattiamo nel processo per farti ottenere l’annullamento o ti rappresentiamo per trovare un accordo con l'Agenzia delle Entrate e ridurre il debito;

 Ti aiutiamo, grazie agli strumenti della pianificazione internazionale: - a proteggere il tuo patrimonio, conti correnti, immobili, beni, e renderli "intoccabili", con trust, società estere od altri strumenti avanzati di protezione; - a ridurre o azzerare le tasse pianificando il trasferimento all'estero della tua impresa, attività e/o dei tuoi assets, aprendo società estere, o trasferendo la tua residenza fiscale all'estero, utilizzando tutti i paradisi fiscali a tuo vantaggio; - a creare un PIANO B, per tutelarti qualsiasi cosa accada in Europa, anche acquisendo molteplici permessi esteri di residenza permanente o di lungo periodo, o persino seconde cittadinanze;

 

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Andiamo con ordine.

L'intimazione di pagamento è un avviso (c.d. di mora) con cui il Fisco informa il contribuente che se non pagherà gli importi addebitatigli andrà incontro ad esecuzione forzata.

Come vedremo tra poco, è un atto strettamente collegato alla cartella di pagamento, fra l'altro, infatti, la legge prevede che tra la data della notifica della cartella di pagamento e gli atti esecutivi non possa decorrere più di un anno. Superato questo termine, l'Agenzia delle Entrate dovrà notificare un nuovo atto chiamato appunto intimazione di pagamento.

L'intimazione di pagamento concede al contribuente solo 5 giorni per pagare ed ha efficacia per massimo 180 giorni: scaduto tale termine, l'Agenzia delle entrate dovrà notificare un'ulteriore intimazione di pagamento per avviare l'esecuzione forzata.

In poche parole, si tratta di una preventiva comunicazione che ha lo scopo di instaurare un dialogo tra il contribuente e l'Agenzia delle Entrate al fine di chiarire le rispettive situazioni.

Tieni a mente questi 3 esempi di motivi (tra i tanti) per cui l'intimazione di pagamento viene considerata nulla, e probabilmente è il caso che chiedi l’intervento di un avvocato tributarista, che può gestire questa fase per tuo conto senza necessità che tu vada di persona all’Agenzia delle Entrate.

1. Non hai ricevuto la cartella di pagamento.

Gli atti del procedimento amministrativo sono tutti collegati, questo significa che se uno è nullo tutti quelli successivi emessi in conseguenza del primo lo sono, in una sorta di nullità “a catena”.

Sul punto la Corte di Cassazione ha affermato più volte, come, in considerazione del fatto che la cartella di pagamento «ha la funzione di portare a conoscenza dell'interessato la pretesa tributaria iscritta nei ruoli, entro un termine stabilito a pena di decadenza della pretesa tributaria (…) la mancata notificazione della cartella di pagamento comporta un vizio della sequenza procedimentale dettata dalla legge» (Cass. Civ. Sez. V, 11.01.2008, n. 476).

Per questo se una cartella non è mai stata notificata, l'intimazione di pagamento è nulla e può essere impugnata con apposito ricorso.

2. Ipotesi diversa ma che conduce allo stesso risultato è quella in cui la notifica c'è stata ma a causa di errore nell'indicazione dei dati del destinatario la cartella non è mai giunta a destinazione, e quindi l'intimazione di pagamento è nulla e impugnabile.

3. Non è indicato il responsabile del procedimento.

L'art. 7, comma 2 dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000) inquadra indicazione del responsabile del procedimento come requisito tassativo degli atti tributari, pertanto, secondo la dottrina maggioritaria, in quanto requisito essenziale dell'atto, tale mancata indicazione è causa di nullità dell'intimazione di pagamento.

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Per concludere, se ricevi un'intimazione di pagamento:

1) puoi incaricare un avvocato tributarista di rappresentarti in quella fase e sarà lui a presentarsi per tuo conto davanti agli Uffici dell'Agenzia delle Entrate;

2) tieni a mente i termini: dalla notifica della intimazione di pagamento hai solo 5 giorni per pagare ma l'intimazione avrà efficacia per soli 180 giorni: scaduto tale termine, l'Agenzia delle Entrate dovrà notificare un'ulteriore intimazione di pagamento per avviare l'esecuzione forzata nei tuoi confronti;

3) Se credevi di non aver debiti con il Fisco ma ne sei venuto a conoscenza dall'estratto di ruolo (il documento rilasciato dall'Agenzia delle Entrate, online o allo sportello, con la sintesi dei debiti pendenti e i nominativi dei rispettivi debitori) puoi far rimuovere il debito a tuo carico proponendo un'azione preventiva entro 60 giorni dalla consegna dell'estratto del ruolo (ma si segnala che tale punto è dubbio dal punto di vista interpretativo, e vi sono opinioni contrastanti, ed si ritiene in generale sempre indispensabile un esame specifico riguardante il caso concreto).

Ci sono molte più cose da sapere che non possiamo approfondire in questa sede, per saperne di più contattaci.

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Recensione 1:

⭐⭐⭐⭐⭐

"Mi sono trovato in una situazione complicata con l'Agenzia delle Entrate e non sapevo come gestirla. Grazie agli avvocati del network DLP, sono stato guidato passo dopo passo e ora ho una visione chiara su come procedere. La loro competenza in materia tributaria è stata fondamentale."

 

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"Ricevere un'intimazione di pagamento senza aver mai ricevuto la cartella di pagamento iniziale è stato uno shock. Fortunatamente, questi tributaristi mi hanno assistito in ogni fase, offrendo soluzioni concrete e rassicuranti."

 

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"Non avevo idea di come gestire la mia situazione con l'Agenzia delle Entrate fino a quando non ho contattato l’avvocato. Mi ha fornito tutte le informazioni necessarie e mi ha aiutato a risolvere la situazione con successo."

 

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"La professionalità e l'attenzione al dettaglio dei professionisti di DLP sono state eccezionali. Mi hanno aiutato a comprendere i miei diritti e a creare una strategia per contestare l’intimazione dell’Agenzia delle Entrate e vincere il processo"

 

Recensione 5:

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"Gli avvocati hanno offerto un servizio tempestivo e accurato. Sono grato per il loro supporto."

 

ALCUNE DELLE MOLTE VITTORIE PROCESSUALI CHE ABBIAMO OTTENUTO PER I NOSTRI CLIENTI

 

Sentenza n. 875/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 15.119,37 euroin esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 490/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 12.846,00 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 855/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 605.009,00 euroin esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 943/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 922.077,96 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 230/2017 della CTP di Vicenza, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.068.789,70 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 2452/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 397.925,54 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 3487/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 922.077,96 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 204/2017 della CTP di Pavia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.647.081,62 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare circa 50.000,00 euro.

 

Sentenza n. 750/2017 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 39.844,99 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 2094/2017 della CTR della Lombardia - Sez. dist. Brescia; l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 36.462,88 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 6201/2017 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 14.975,25 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 7082/2017 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 34.000,27 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 256/2018 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 282.589,47 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare circa 58.000,00 euro.

 

Sentenza n. 3002/2018 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 68.997,11 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 4565/2018 della CTR della Lombardia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 1.044.994,94 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 41/2018 della CTP di Pavia, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 674.185,47 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 1329/2019 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 76.223,24 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 1333/2019 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 115.871,28 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Sentenza n. 2060/2019 della CTP di Milano, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 174.926,16 euro; in esito al processo il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 04.09.2018, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 15.001.06, in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 27.09.2018, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 13.187,54; in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

Annullamento spontaneo dell’Agenzia delle Entrate del 23.01.2019, l’Agenzia delle Entrate chiedeva al nostro cliente 14.632,05; in esito all’atto depositato il nostro cliente doveva pagare 0 (zero).

 

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