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Panama Papers. 3 cose da sapere sulle conseguenze per i contribuenti italiani coinvolti

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Panama Papers. 3 cose da sapere sulle conseguenze per i contribuenti italiani coinvolti

Panama Papers è un fascicolo riservato digitalizzato contenente 11,5 milioni di documenti confidenziali creato dallo studio legale panamense Mossack Fonseca, operante sin dagli anni Settanta e coinvolto, fra l'altro, nella consulenza a favore di società offshore.

Il documento, che fornisce informazioni su oltre 214.000 società offshore e sulla identità degli azionisti, è stato consegnato al Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi e sono state proprio le relative denunce giornalistiche a far emergere le informazioni su una lista di clienti che si sarebbero rivolti allo studio Fonseca per occultare il proprio denaro, presunto frutto di reati quali riciclaggio ed evasione fiscale, tra i quali compare anche una lista di soggetti italiani.

I Panama Papers, nel corso degli ultimi anni, sono stati oggetto di numerose controversie tributarie (e non solo), peraltro, la giurisprudenza non ha adottato un orientamento univoco in materia.

Ma quali conseguenze per i clienti italiani della Mossack Fonseca?

Per cominciare, vediamo 3 cose (tra tante altre) che devi sapere sui Panama Papers e sulle conseguenze per i contribuenti  italiani compresi nella lista.

1) L'Utilizzabilità dei Panama Papers da parte dell'Agenzia delle Entrate nei confronti dei contribuenti italiani.

Quella sulla utilizzabilità dei Panama Papers da parte dell’Agenzia delle Entrate nei confronti dei contribuenti italiani è una questione centrale nel dibattito dottrinale e giurisprudenziale tributario degli ultimi anni.

In particolare, ci si è chiesto se l'Agenzia delle Entrate possa essere considerata autorizzata ad utilizzare nei loro confronti i dati contenuti nei Panama Papers per recuperare le imposte evase in Italia.

IL PARERE DELLA GIURISPRUDENZA: 

La Corte di Cassazione, con le due ordinanze nn. 8605 e 8606 del 28 aprile 2015 si è espressa sulla questione della utilizzabilità della lista degli italiani ricompresa nei Panama Papers.

La Corte di Cassazione ha richiamato in tema di legittimità dell'utilizzazione dei dati esteri la direttiva 77/799/CEE del Consiglio del 19 dicembre 1977, relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri del settore delle imposte.

In particolare, secondo i giudici di legittimità è compito del giudice nazionale “stabilire che valore probatorio spetti, nel caso specifico, all'informazione comunicata da uno Stato membro e (...) valutare autonomamente se l'informazione necessiti di controprova da parte del soggetto passivo oppure se non sia utilizzabile per mancata indicazione delle fonti di cognizione o altri motivi”.

2) Esistono dei limiti all'utilizzabilità dei documenti nella materia tributaria?

L’utilizzabilità dei documenti nella materia tributaria trova come limite la tutela dei diritti fondamentali di natura costituzionale.

Ma qui la Corte chiarisce che l'utilizzazione, nel procedimento volto all'accertamento di violazioni di natura fiscale dei documenti” non determina  alcuna lesione di diritti costituzionalmente garantiti dal contribuente e che “i valori collegati al diritto alla riservatezza e al dovere di riserbo sui dati bancari sono sicuramente recessivi di fronte a quelli riferibili al dovere inderogabile imposto ad ogni contribuente dall'art. 53 della Costituzione”.

In sintesi, quindi, la Corte di Cassazione pone in essere un bilanciamento tra diritti personali e diritti pubblici, dove questi ultimi prevalgono a favore dell'utilizzazione dei dati acquisiti e sono idonei ad essere utilizzati dal Fisco nella misura in cui si ritengano idonei a fondare una o più presunzioni gravi, precise e concordanti circa il reato di evasione fiscale del contribuente.

In conclusione, anche tenuto conto della posizione assunta dalla Corte di Cassazione rispetto a simili precedenti (vedi ad esempio la c.d. Lista Falciani), i dati dei Panama Papers riguardanti i contribuenti italiani possano essere utilizzati dall’Agenzia delle Entrate nella misura in cui, da soli o in via congiunta ad altri indizi, integrino presunzioni gravi, precise e concordanti circa l’evasione fiscale contestata dall'Agenzia delle Entrate.

3) Le conseguenze penali.

Considera, inoltre, che accanto alle conseguenze strettamente fiscali vi sono quelle penali e in particolare relative alla eventuale punibilità dei contribuenti italiani, clienti della società Mossack Fonseca, per reati tributari e in particolare per riciclaggio di denaro e/o reati tributari connessi all’ evasione d’imposta.

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Sono reati molto gravi. Il consiglio, se si pensa che il proprio nome possa essere coinvolto nella vicenda dei Panama Papers, è quello di rivolgersi immediatamente ad un esperto, come un avvocato tributarista, poiché le conseguenze fiscali e penali nei confronti dei contribuenti italiani ricompresi nei Panama Papers, anche a distanza di anni dalla loro rivelazione, necessitano di un'attenta analisi.

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Queste sono solo 3 cose da sapere in materia di Panama Papers e sulle relative conseguenze fiscali per i contribuenti italiani compresi nella lista. Tuttavia le variabili da considerare sono molte di più. Per approfondire puoi ricercare tra le tante sentenze e ricorsi pubblicati sul nostro sito o chiedere l'intervento di un avvocato tributarista esperto proprio in questi temi per trovare la soluzione migliore possibile in relazione al tuo personale caso.

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