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AVVISO DI ACCERTAMENTO: 3 COSE DA SAPERE SULLA PRESCRIZIONE Featured

Scritto da Avv. Federico Pau
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La notifica di un avviso di accertamento non è mai una cosa piacevole. Non disperare: un accertamento fiscale può andare indietro nel tempo ma non senza limiti.

Se l’Agenzia delle Entrate non rispetta i tempi previsti dalla legge in materia di notifica e pertanto l’accertamento è arrivato troppo tardi, potresti non dover pagare.

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D’altronde è un principio di civiltà giuridica, presente in pressoché tutto il Mondo, quello per cui un cittadino non può rimanere soggetto all’infinito ad ingenti conseguenze sanzionatorie e patrimoniali, magari a distanza di moltissimi anni dagli eventi e magari a fronte di situazioni di vita e personali del tutto cambiate. Nel contempo, è l’Agenzia in tali casi che si è attivata in ritardo.

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In questo articolo faremo luce su alcuni punti relativi ai tempi di accertamento fiscale per capire insieme quali sono gli anni per cui si può considerare decaduto il diritto a contestare una presunta evasione fiscale.

L'Amministrazione Finanziaria, solo entro un certo periodo può esercitare pienamente il suo diritto di accertamento tramite l'invio di comunicazioni e accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi, scaduto il quale interviene la prescrizione e non potrà più far valere le sue pretese.

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Per il momento, tieni a mente queste 3 cose da sapere sulla prescrizione dell'avviso di accertamento:

 

1) Per capire se c'è prescrizione devi controllare la data di notifica dell'accertamento fiscale.

Spesso si tende a credere che un atto ricevuto per posta dopo il termine di prescrizione sia nullo. Può non essere così se la spedizione è avvenuta prima del termine di decadenza.

2) I termini di accertamento fiscale. Fino alle modifiche introdotte a partire dal 2016, era previsto che avvisi di accertamento fossero notificati:

- entro il quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, qualora si ritengano sussistere anomalie, irregolarità, infedeltà dichiarative, e così via;

- entro il quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione si sarebbe dovuta presentare, in caso di omessa presentazione della dichiarazione.

I nuovi termini di accertamento fiscale (a partire dalla riforma entrata in vigore nel 2016) prevedono che gli accertamenti e gli avvisi devono essere notificati a pena di decadenza entro:

- il quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, qualora vi siano anomalie e/o irregolarità nella dichiarazione. Ad esempio: una dichiarazione dei redditi presentata nel 2019 potrà essere controllata entro il 31 dicembre del 2024.

- il 31 dicembre del 7°anno successivo se la dichiarazione non è stata presentata o è stata considerata nulla. Ad esempio: se nel 2019 avresti dovuto presentare la dichiarazione ma non lo hai fatto, puoi essere sottoposto ad accertamento fiscale entro il 31 dicembre 2026.

3)  I giudici della Suprema Corte con sentenza n. 30362/18 hanno offerto inoltre un’autorevole interpretazione in ordine all'area di applicazione della prescrizione  quinquennale (c.d. breve) ai crediti tributari. Nello stesso termine si prescrivono anche le sanzioni tributarie e i relativi interessi, nonché tutti i tributi dovuti a Regioni e Comuni (Imu, Tari,Tasi…), tranne il bollo auto che si prescrive invece in 3 anni.

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Se ti trovi una fattispecie di prescrizione dell'atto, l'atto può essere fatto annullare dal giudice presentando apposito ricorso. Questo vuol dire che potrai far valere la nullità nei confronti dell'Agenzia delle Entrate.

Quindi, per concludere, se ricevi un avviso di accertamento:

1) puoi chiedere consulto a un avvocato tributarista, anche al fine del conteggio preciso del termine di prescrizione nel tuo caso;

2) controlla la data di consegna dell'atto da parte dell'Agenzia delle Entrate all'ufficiale giudiziario o all'ufficio postale (e non invece la data di ricezione del plico) per verificare che siano stati rispettati i termini per l'accertamento fiscale;

3) se hai ricevuto un avviso di accertamento oltre i termini di prescrizione puoi contestare l'avviso proponendo ricorso entro 60 giorni, dalla data di ricevimento dell'atto alla Commissione Tributaria Provinciale.

 

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