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Partita Iva e regime previdenziale

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Partita Iva e regime previdenziale

Sono sempre più numerosi i soggetti che decidono di lavorare in autonomia e, di conseguenza, è necessaria aprire una Partita Iva.

Tuttavia, un soggetto titolare di partita iva è obbligato al versamento dei contributi all’Inps, se non è prevista una precisa cassa di previdenza autonoma. Pertanto, vediamo alcune cose da sapere se hai intenzione di avviare un’attività e ti preoccupa proprio tale aspetto, relativo al pagamento dei contributi previdenziali.

Valuteremo l’aspetto previdenziale cercando di sciogliere i maggiori dubbi che costituiscono un ostacolo per aprire una nuova attività.

Cercheremo anche di capire a quanto ammontano i costi per i contributi Inps per poterti mettere nelle condizioni di fare così la scelta giusta. Inoltre, analizzeremo altresì anche le differenze di contribuzione previste a seconda dell’attività svolta, ovvero l’artigiano, il commerciante o il professionista “senza cassa”.

Tutti coloro che decidono di aprire la partita iva, in base all’attività svolta, devono versare i contributi Inps. Infatti, l’art.35 DPR 633/72 dispone che ai fini IVA i soggetti che intraprendono nel territorio dello Stato l’esercizio di un’impresa, arte o professione hanno l’obbligo di presentare entro 30 giorni una dichiarazione di inizio attività. Le attività è possibile suddividerle in quattro categorie, ovvero: artigiani, commercianti, lavoratori autonomi “senza cassa” e professionisti iscritti alla relativa cassa di previdenza. A tal proposito si richiama la L.335/95 (art.2 c.26) che ha previsto l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Inps dei liberi professionisti privi di una Cassa di previdenza. Vedremo ora come funziona il regime previdenziale di queste categorie.

Contributi Inps per Artigiani e Commercianti

Rientrano nella categoria di artigiani coloro che esercitano personalmente un’attività con lo scopo di produrre beni o servizi, mentre in quella di commercianti coloro che acquistano e vendono beni di consumo, mobili, immobili oppure svolgono attività di servizi. Nel caso in cui rientrassi in una di queste categorie i contributi Inps con patita iva in tal caso si suddividono in:

- Contributi fissi sul minimale: sempre dovuti, indipendentemente dal conseguimento dei ricavi e l’importo è stabilito ogni anno dall’Inps che provvede a comunicarlo mediante una circolare, come ad esempio per il 2020 la circolare di riferimento è la numero 28 del 17/02/2020. Nel 2020 sono stati indicati i seguenti costi fissi: artigiani: 3.836,16 euro (titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni) ovvero 3.501,15 euro (coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni); commercianti: 3.850,52 euro (titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni) ovvero 3.515,50 euro (coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni). Il relativo pagamento deve essere effettuato in 4 rate, precisamente entro il: 16 maggio; 20 agosto; 16 novembre; 16 febbraio (dell’anno successivo);

- Contributi eccedenti il minimale: nel caso in cui il reddito derivante dall’attività sia superiore alla soglia indicata ogni anno dall’Inps saranno dovuti ulteriori contributi che si determinano mediante l’applicazione di una percentuale sul reddito eccedente il minimale. Tali contributi, a differenza di quelli fissi, devono versarsi in due sole scadenze, la prima è quella del 30 giugno e la seconda è il 30 novembre. Nella tabella sottostante cono riportati i nuovi importi indicati dall’Inps

 

Reddito

Artigiano

Commerciante

Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 anni

Da € 15.953 fino a € 47.379

24%

24,09%

superiore a € 47.379,00

25%

25,09%

Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni

fino a € 47.379

21,90%

21,99%

Oltre a fino a € 47.379

22,90%

22,99%

I contributi a percentuale hanno un tetto massimo sul quale si applicano, cosiddetto massimale contributivo che nel 2020 è pari a € 103.055 €.

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Professionisti senza cassa previdenziale

Nel caso tu sia un professionista e per la tua attività non sia prevista nessuna relativa cassa previdenziale è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata Inps ed il pagamento dei relativi contributi. Per iscriversi alla gestione separata è dovuta un’aliquota pari al 25,72% sull’ammontare di reddito prodotto durante lo svolgimento dell’attività con Partita Iva. Questa iscrizione ha sia un lato positivo ma anche, purtroppo, uno negativo. L’aspetto positivo è rappresentato dal fatto che non sono previsti i contributi fissi da dover versare, e si paga solamente in percentuale al reddito, invece il lato negativo è che se non si riesce a raggiungere un reddito pari a €. 15.548 l’Inps non accrediterà un anno di contributi valido ai fini pensionistici.

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Regime forfettario: riduzione contributiva

Se sei titolare di una partita iva e rientri nel regime forfettario avrai diritto a delle agevolazioni. Questo sconto contributivo previsto dalla legge di stabilità del 2016 è previsto solo per coloro che sono iscritti presso la Gestione Artigiani e Commercianti e precisamente si avrà diritto ad una riduzione pari al 35% dei contributi Inps con Partita Iva che si è tenuti a versare, mentre nessuna agevolazione è prevista per i contribuenti forfettari iscritti alla gestione separata Inps. Può usufruire di tale agevolazione non solo chi apre una nuova partita iva ma anche chi, già titolare di partita iva, decide di adottare per la prima volta il regime forfettario.

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Professionista Con Cassa Autonoma

Tutti i professionisti che hanno una propria cassa di previdenza di riferimento (ad esempio avvocati, notai, geometri, commercialisti) non devono prendere in considerazione quanto detto e non dovranno, pertanto, versare i contributi Inps con patita iva ma devono basarsi sul singolo regolamento specifico adottato dalla propria cassa di previdenza.

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Abbiamo quindi chiarito alcuni aspetti di questa tematica e sciolto qualche dubbio e preoccupazione circa la gestione e l’ammontare di tasse e contributi che si è tenuti a versare, in base all’attività che si vuole avviare. Tuttavia, il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un professionista fiscale per una consulenza personalizzata.

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