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Nullità della cartella dell'Agenzia delle Entrate per decadenza e prescrizione

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Hai ricevuto una cartella di pagamento? Ti chiedi se la cartella sia legittima, se devi pagare, se puoi impugnarla? In questo articolo cercherò di spiegarti il caso in cui una cartella è notificata oltre i termini (di decadenza o di prescrizione) e pertanto, si ha la possibilità di poter ricorrere ed in caso di vittoria non pagare quanto richiesto.

Preciso fin da ora che questa che analizzeremo è solo una delle ipotesi che può rendere nulla una cartella, ma in realtà ci sono differenti casi e pertanto, se hai qualche dubbio, prima di pagare informati o chiedi l’assistenza di un avvocato tributarista che, nell'esaminarla, potrebbe accorgersi di altri errori che renderebbero nulla la cartella dandoti la possibilità di impugnarla.

Ricorda sempre che il tempo per proporre ricorso è limitato ed è opportuno intervenire il prima possibile.

D’altronde, l'Agenzia delle Entrate di Riscossione può sbagliare e pertanto, è sempre opportuno analizzare la cartella che ci viene inviata per verificare se quanto richiesto è legittimo.

Infatti, se ti è arrivata una cartella di pagamento di seguito trovi una “dritta” per evitare di pagare una cartella che, alla luce della legge, si mostra nulla.

La tua carta vincente potrebbe essere proprio il tempo, poichè se la notifica della cartella di pagamento è avvenuta oltre il tempo previsto dalla legge la somma richiesta non sarà più dovuta. Per essere legittima la notifica della cartella esattoriale deve rispettare i seguenti termini:

- quello di decadenza, ovvero l’intervallo di tempo che intercorre tra l’iscrizione a ruolo del debito e la notifica della cartella;

- quello di prescrizione, cioè l’intervallo di tempo che intercorrere tra la nascita del credito in capo all’amministrazione, che corrisponde all'anno in cui bisognava pagare il tributo, e la notifica della cartella.

Di conseguenza, se la cartella che ti è stata inviata non rispetta quanto sopra detto, si dice che è “fuori termine” ovvero che è intervenuta la decadenza o la prescrizione.

A tal proposito mi permetto di ricordarti che i termini di decadenza e di prescrizione delle cartelle sono differenti in base all'oggetto, e nella tabella seguente ti schematizzerò i termini ai quali fare riferimento per verificare la legittimità della cartella.

Inoltre, ricorda sempre che i termini possono variare perché nel frattempo è cambiata la norma di legge (ed in alcuni casi in virtù di orientamenti giurisprudenziali, che ad esempio in passato, per determinati tributi, hanno ritenuto, dopo un primo periodo in cui si sosteneva la prescrizione decennale, che la prescrizione intervenisse dopo solo 5 anni, dunque vale la pena sempre approfondire a prescindere dallo schema indicativo riportato di seguito):

Termini di decadenza

Irpef, Ires, Iva e Irap: la cartella deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del:

- del 3° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione se i controlli della dichiarazione dei redditi sono automatici;

- del 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione se i  controlli sono formali;

- del 2° anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, per l'importo dovuto secondo gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate.

Bollo auto: notifica della cartella esattoriale entro 3 anni dall’iscrizione a ruolo del tributo; multe stradali: entro due anni dall’iscrizione a ruolo della sanzione.

Tributi locali, come per esempio Imu, la notifica deve avvenire entro il 31 dicembre del 3° anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Termini di prescrizione

- Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta di registro, imposta di bollo, imposta catastale, imposta ipotecaria, canone rai: 10 anni;

- Bollo auto: 3 anni;

-  Tributi locali, contravvenzioni stradali, sanzioni amministrative, contributi previdenziali/assistenziali: 5 anni.

***

Per concludere, se hai ricevuto una cartella di pagamento oltre i termini ricordati di  accertarti di non avere mai ricevuto da parte della Regione o dall’Agenzia delle Entrate nessuna richiesta di pagamento, perché in quel caso è stata interrotta la prescrizione e i tre anni saranno contati nuovamente a partire dal giorno successivo.

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