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Controlli dell’Agenzia delle Entrate sui dipendenti di consolati ed ambasciate. Casi di esenzione. 3 cose da sapere.

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Controlli dell’Agenzia delle Entrate sui dipendenti di consolati ed ambasciate. Casi di esenzione. 3 cose da sapere.

In questa guida faremo luce sui controlli procedibili dall'Agenzia delle Entrate nei confronti dei dipendenti di consolati e ambasciate e le possibili esenzioni.

Andiamo con ordine.

Le esenzioni per i dipendenti di Consolati e Ambasciate:

Per i dipendenti di Consolati e Ambasciate sono previste particolari esenzioni in relazione ai redditi di lavoro percepiti nell'esercizio delle loro funzioni (quindi salari, indennità, emolumenti, pensioni).

L'art. 4, comma 1, del D.P.R. n. 601/1973 prevede che i redditi che gli ambasciatori e gli agenti diplomatici degli Stati esteri accreditati in Italia derivanti dall'esercizio delle loro funzioni sono esenti dalle imposte sui redditi.

Tale esenzione è estesa, poi,  a condizioni di reciprocità con l'altro Stato, anche agli agenti consolari e agli impiegati delle rappresentanze diplomatiche e consolari dei Paesi esteri.

Attenzione però: quest'ultimo caso di esenzione è ammesso purché si tratti di cittadini non italiani né appartenenti alla Repubblica Italiana.

Ecco quindi 3 (tra tante altre) cose che devi assolutamente conoscere sui controlli dell'Agenzia delle Entrate sui dipendenti di consolati e ambasciate con riguardo alle esenzioni.

1) Casi di esenzione.

Gli artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 917/1986 prevedono il principio generale per cui sono imponibili in Italia i redditi ovunque prodotti da parte dei soggetti fiscalmente residenti nel territorio della Repubblica.

Tale principio però, conosce delle deroghe o meglio delle esenzioni previste tanto a livello nazionale che internazionale.

- Esenzioni a livello nazionale: come già accennato, l'art. 4 al comma 1 del D.P.R. n. 601/1973 prevede che i redditi che gli ambasciatori e gli agenti diplomatici degli Stati esteri accreditati in Italia derivanti dall'esercizio delle loro funzioni siano esenti dalle imposte sui redditi.

- Esenzioni internazionali: tra le esenzioni a livello internazionale ricordiamo quelle previste dalle disposizioni della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 24 aprile 1963 che prevede che i funzionari consolari, gli impiegati consolari e i membri delle rispettive famiglie sono esenti da ogni imposta e tassa e quindi anche dalle imposte sui redditi percepiti per l'attività consolare svolta (Nota bene: l 'esenzione non opera sempre! Ad esempio, non si applica a quei soggetti che hanno acquistato la cittadinanza italiana).

2) I controlli dell'Agenzia delle Entrate.

I controlli attivati dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di dipendenti di ambasciate e consolati hanno lo scopo principale di verificare se coloro che si sono avvalsi della esenzione fiscale relativamente all’imposizione diretta ne abbiano tutti i requisiti previsti dalla normativa nazionale ed internazionale.

Ma come avvengono tali accertamenti?

L’Agenzia delle Entrate quando ritiene che non sussistano i presupposti per le esenzioni fiscali, verifica se i contribuenti rispettino i requisiti per beneficiare dell’esenzione dei relativi redditi, ad esempio richiedendo specifici chiarimenti in merito e procedendo al recupero delle imposte non pagate.

Considera che l’Amministrazione finanziaria ha molti strumenti per compiere gli accertamenti e per acquisire i dati dei dipendenti di ambasciate e consolati in Italia. Ad esempio: anche quando questi non presentano una dichiarazione dei redditi in Italia, le relative informazioni possono essere ricevute dall’INPS.

Infatti, dal momento che gli obblighi di natura previdenziale relativi ai dipendenti di ambasciate e consolati in Italia vengono assolti nei riguardi dell’INPS, quest’ultimo dispone delle informazioni riguardante le remunerazioni percepite da questi soggetti, le quali saranno conoscibili dall’Agenzia delle Entrate.

3) Come fare in caso di contestazioni dal Fisco?

In caso di contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria è necessario procedere, in primo luogo, alla verifica del caso concreto e anzitutto all'inquadramento delle funzioni svolte dai dipendenti di ambasciate e consolati.

Per questo motivo è fondamentale farsi assistere da un professionista, come un avvocato tributarista, poiché solo un esperto sarà in grado di verificare se, nel singolo caso concreto (e la casistica è davvero ampia), sussistano tutte le condizioni previste per l'applicazione dell'esenzione fiscale.

Infatti, le fonti contemplano numerose circostanze ostative all'applicazione dell'esenzione, ad esempio con riferimento ai soggetti che abbiano la cittadinanza italiana oppure che risultino residenti in maniera permanente in Italia (è il caso dei redditi percepiti dai dipendenti delle ambasciate italiane).

In questi casi, i redditi devono essere tassati integralmente in Italia, non rientrando nell'esenzione fiscale.

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Considera che l'Agenzia delle Entrate ha poteri di accertamento e verifica del corretto adempimento degli obblighi di monitoraggio fiscale da parte dei contribuenti dipendenti di consolati e ambasciate.

Per questo è fondamentale evitare improvvisazioni e rivolgersi ad un esperto, come un avvocato tributarista, poiché nel nuovo scenario nazionale e internazionale la tassazione e i casi di esenzione dei dipendenti di consolati e ambasciate necessita di un'attenta analisi circa i profili fiscali, coinvolgendo non solo la disciplina tributaria nazionale italiana ma anche quella sovranazionale/europea e internazionale.

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Queste sono solo alcune cose da sapere in materia di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate a dipendenti di consolati e ambasciate in caso di esenzione. Tuttavia, le cose da sapere sono molte di più e richiedono un esame ben più approfondito, e l’analisi di copiosa giurisprudenza, anche internazionale,  e quindi non possono essere esaminate ora. Però puoi visionare le tante sentenze pubblicate in questo sito per farti un’idea da solo.

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